martedì 18 dicembre 2012

Top 5: Libri da regalare a Natale. Posizione 3.

Terzo appuntamento per gli amanti della carta stampata, che però non hanno fantasia sui regali di Natale. Anche questo articolo fa al caso vostro miei cari Avventori! Se vi siete persi i primi post, pigiate qui per la quinta posizione, oppure pigiate qui per la quarta posizione. Ma ora bando alle ciance, è ora di iniziare!



Top 5: Libri da regalare a Natale.

Posizione numero 3: La cattedrale del mare - Ildefonso Falcones



Trama: il racconto si sviluppa durante il XIV secolo a Barcellona e nei territori circostanti, è diviso in quattro parti. Bernat Estanyol, è un contadino che, per una serie di vicissitudini è costretto a fuggire con il figlioletto Arnau  per trovare riparo dalla sorella a Barcellona, qui la vita dei due si snoda attraverso eventi storici realmente accaduti (come la comparsa della peste o la persecuzione dei marranos, gli ebrei spagnoli), ma con un unico, mastodontico punto di riferimento: la costruzione di una imponente cattedrale, Santa Marìa del Mar.

Commento: diciamocelo, è un romanzo storico. Perciò il genere deve piacere, soprattutto devono piacere anche quegli excursus necessari per contestualizzare il racconto, altrimenti si va a finire a pallino. Un buon libro; la prima fatica letteraria di Falcones si è dimostrata un successo inaspettato. Accurato, minuzioso nella descrizione e, a volte, fin troppo crudo nel rappresentare la dura realtà della vita della gente dell'epoca, specie i popolani. Un'epoca in cui la corrotta aristocrazia spadroneggiava indisturbata, vessando i contadini e imponendo le cosiddette "male usanze", come lo ius primae noctis ( per chi non lo sapesse era il diritto del signore del feudo di giacere la prima notte di nozze con la moglie di un suo servo). Fluido e scorrevole quanto basta per appassionarsene immediatamente e lasciare il lettore incollato alle pagine per ore senza che questo se ne accorga. Falcones si destreggia abilmente nell'enorme mole di eventi storici che permeano interamente la storia di Bernat, di suo figlio Arnau e degli altri personaggi. L'unico neo negativo, un po' troppa enfasi sulla violenza carnale, per il resto pollici in alto per questo libro. Un ottimo romanzo dal retrogusto amaro e ferrigno del sangue.

Perché leggerlo? Innanzitutto perché lancia Falcones nel grande mondo delle librerie, e Falcones con questa prima prova si difende davvero bene, nulla da dire. Lo si legge perché è un interessante spaccato della vita quotidiana della Barcellona del 1300,  della sua caotica e variopinta società, con tutte le sue contraddizioni, le sue morbose emozioni, il suo razzismo e le sue violenze di ogni genere. Lo si legge perché è in grado di comunicare intensissime sensazioni, raramente così forti in un libro. Dedicato agli amanti delle emozioni intense, non adatto a chi odia la storia o la cruda realtà.

Matt - Il Locandiere

2 commenti:

  1. Ottimo consiglio...l'ho seguito!ho regalato questo libro a Natale! ;)
    Sabry

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    1. Guarda io l'ho letto proprio a scatola chiusa, nel senso che non mi sono informato né sulla trama, né sull'autore. Però subito dalle prime pagine ho capito che è un libro che ha del potenziale :)

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