lunedì 31 dicembre 2012

Quando spaccare è pixellosamente divertente + Auguri di Buon Anno!

Aaaah Vacanze = Relax, Relax = Cinema. Queste due semplici equazioni mi appartengono proprio. Eh sì, perché anche i Locandieri ogni tanto devono staccare e farsi un giro, cosa credete?
Quindi, miei cari Avventori, in questi dì mi sono preso un po' di pausa, un po' per pensare a qualcosa di interessante da scrivere e un po' perché sono vacanze per tutti!

Dunque vi si diceva...ah sì! Scusate, io perdo spesso il filo! Del resto con tutti i miei Avventori da ascoltare! In preda all'angoscia del: "cosa fare?" tra un'equazione differenziale di secondo ordine e un buon libro, mi sono decisamente stufato di restare chiuso in casa...allora che si fa? Cinema!
Vado su Google a cercare un po' i films e le sale in zona. Cosa guardare? Lo Hobbit no? (del resto ve l'avevo già detto che lo aspettavo più del Messia). Guardo un po' gli spettacoli, ce ne sono un po'...ma sono tutti in 3D.
Ora, io non ce l'ho con quelli che cercano di fare soldi nei modi più fantasiosi possibili. Ma un conto è fare soldi su qualcosa che funziona e che promette tanto, un conto invece è fare soldi su un qualcosa che:
a) non aggiunge molto ad un film ben girato. Perché io posso girare anche un film schifoso, ma il 3D non me lo fa diventare di certo un capolavoro (spiegatelo voi a certa gente).
b) le basi anatomico-fisiologiche per cui si ha questo "effetto 3D", non sono state ancora bene comprese.
c) molte delle persone che escono da un film in 3D riportano sintomatologia astenopeica (bruciore agli occhi, mal di testa, a volte nausea).
Non dico che il 3D fa danni, però non mi sembra una tecnologia così evolutiva da farvi spendere il doppio dei soldi rispetto a un normale spettacolo in 2D. Ma torniamo a noi.

Deluso da questa sconfitta scrollo le pagine e vedo Ralph Spaccatutto non 3D. Fico! Era al secondo posto nella mia "to do list" cinematografica; mi incuriosiva parecchio, soprattutto perché sono un fan dei videogames; di conseguenza un film tributo ai videogiochi deve essere visto.


Quindi mi decido, vado al cinema. Spettacolo delle 17:40, sala piena di famiglie, che teneri, mi sembra di essere tornato indietro di una decina d'anni se non di più. Il film inizia.



Premetto che questo è un articolo NO SPOILER, quindi potete andare avanti a leggerlo in tutta tranquillità. Ne ho sentite di ogni su questo film. Che volete che vi dica? Che è stupendo! Sul serio, non vi prendo in giro. Insomma, nella mia carriera di cinefilo (non cinofilo eh!), i film che mi hanno strappato la lacrimuccia di soddisfazione si possono sulle dita. E la Disney c'è riuscita! Mannaggia a loro!

I riferimenti al mondo videoludico sono innumerevoli, c'è anche Zangief di Street Fighter. Ci sono riferimenti alle varie glorie delle sale giochi, insomma: ce n'è per tutti i gusti. Basta non vi dico altro. C'è tuttavia un personaggio di cui mi sono innamorato perdutamente, è vero, la bionda colpisce, la mora rapisce, ma la bionda in tutina high-tech ti devasta proprio!

Detto questo, vi do un consiglio. Andate! Andate a vederlo, con la famiglia, con la morosa o con il moroso, con la nonna, coi cugini e gli amici. Andate perché merita davvero, sono soldi ben spesi.

Bene, prima di chiudere le trasmissioni per quest'anno colgo l'occasione per augurarvi un Buon Anno, non perdetevi l'appuntamento di domani con il Mini-Concerto di Capodanno! Ci vediamo l'anno prossimo e non bevete se dovete guidare, o guidate poco se dovete bere.


Matt - Il Locandiere

giovedì 27 dicembre 2012

I 5 Motivi per cui Liam Neeson spacca i culi

Bentornati cari Avventori, ve l'avevo già detto , era in cantiere già da un po' di tempo e, finalmente è arrivato.
Il post che tutti attendevano (sì sì, come no!), la lode, il trionfo, la preghiera e la supplica a Liam Neeson, il più grande dei grandi. Talmente grande che neanche Chuck Norris può impensierirlo!
Il mito, l'idolo delle folle, il vero SpecialOne. Ma basta, iniziamo subito. Ecco i 5 motivi per cui Liam è un vero badass!





I 5 Motivi per cui Liam Neeson spacca i culi!

Motivo Numero 1: è un dio.




Tecnicamente questo dovrebbe assicurarci la vittoria a tavolino. Chiuse le contestazioni, suvvia. Non c'è bisogno di altre prove. Fine.
No, suvvia, siamo un po' seri. Dunque, nella pellicola Scontro tra titani (remake del più vetusto Scontro di titani del 1981), il caro Liam interpreta nientepopodimenoche il papà di tutti gli dei, non una divinità inferiore, ma proprio Zeus, in carne ed ambrosia. Siamo onesti, il film di per sé non era granché, se non un ammasso stupefacente di effetti speciali, il tutto peraltro sulla scia di Avatar di Cameron. Nonostante tutto Liam si difende piuttosto bene, dando ancora una volta la prova inconfutabile di essere un attore molto, ma molto versatile.


Motivo Numero 2: è un maestro Jedi.


In realtà non è un maestro Jedi, ma è il maestro Jedi Qui-Gon Jinn. Uno dei più rispettati e saggi di tutto l'Ordine. Potente, giusto e decisamente troppo avventato, sarà il maestro di Obi-Wan Kenobi e colui che condurrà Anakin Skywalker verso il periglioso cammino della Forza. Solenne, squisito, Liam Neeson viene più spesso associato a Qui-Gon che a qualsiasi altro personaggio da lui interpretato. Un dio è già di per sé una cosa terrificante, pensate un po' ad un dio/jedi...



Motivo Numero 3: ha personalmente addestrato Batman.


Nel primo capitolo della trilogia dedicata al Cavaliere Oscuro, il caro Liam Neeson è Ra's Al Ghul, il tenebroso e potente capo della Setta degli Assassini, che addestrerà Bruce Wayne, il futuro Uomo Pipistrello di Gotham City. Anche in questo film Liam si dimostra all'altezza di essere adatto ad interpretare un ruolo piuttosto difficile, quello di un cattivo del mondo fumettistico.


Motivo Numero 4: è un ex agente della CIA.


In Io vi troverò (Taken), Liam interpreta il pensionato agente CIA Bryan, che fa qualche lavoretto saltuario per mantenersi. Sua figlia va in Francia con un'amica per seguire il tour degli U2 (che cattivo gusto), ma accade l'imprevedibile: viene rapita. E il papy superfigo ha solo ventiquattro ore per trovarla, prima che scompaia per sempre nella rete della criminalità organizzata dell'Est Europa. Stavolta Liam ci mostra un volto decisamente più cinico, violento e fuori da tutti gli schemi (basti pensare che tortura un povero cristo attaccandolo alla presa della corrente).


Motivo Numero 5: è il capo dell'A-Team.



Nel remake del telefilm sul celebre gruppo di mercenari, che ha allietato la mia infanzia compare anche lui, il nostro Liam. Ma non ha un banale ruolo da comprimario, no, bensì il capo del gruppo stesso: il colonnello John "Hannibal" Smith. La mente dell'A-Team, per chi avesse ancora qualcosa da ridire, consiglio di battere in ritirata immediatamente; come si fa ad affrontare un dio-jedi-assassino-agente della Cia-mercenario, così a muso duro? 

Questi cinque motivi, peraltro, hanno portato all'enunciazione di una legge su Liam Neeson (tutto ciò grazie al prezioso supporto di Symo, il mio migliore amico, quello di cui vi parlavo qui). Eccolo:


Teorema fondamentale di Liam Neeson.

Postulato 1:  Liam Neeson, in qualsiasi ruolo da lui interpretato, può essere battuto solo se lo decide.

Postulato 2:  Liam Neeson non muore, decide semplicemente di cambiare parte.

Postulato 3: Non importa quanto sarai lontano, quanto sarai abile a nasconderti, quante lingue sai parlare e quanti buchi in cui rifugiarti conosci, Liam Neeson ti troverà. Sempre.

Postulato 4: Un personaggio di Liam Neeson, se muore, non sarà mai morto invano.


Bene, per oggi è tutto, spero che questo mio piccolo tributo a Liam Neeson vi sia piaciuto. Chiudiamo le trasmissioni con un classico che vede protagonista il Nostro, nel suo ruolo più famoso:



Matt - Il Locandiere





mercoledì 26 dicembre 2012

EDIZIONE STRAORDINARIA. I postumi del Natale.

Buongiorno cari Avventori, allora siete riusciti a passare eh?  Meno male, iniziavo a sospettare che foste stati sopraffatti dal cibo. Accomodatevi, posso portarvi un bel grappino per digerire?


Dopo il digiuno di ieri, usciamo oggi con una bella edizione straordinaria. Natale è passato, sono sopravvissuto in un qualche modo anche al pranzo di Santo Stefano ed è tempo di fare la conta dei danni. Nulla è più bello e fantozziano del tipico pranzo Natalizio, un cliché tipico di ogni famigggghia italiana che si rispetti. Non mi fraintendete, io sono un succube consenziente di questo sistema dell'ingrasso, adoro il Natale, soprattutto per lo spirito e per le tradizioni tipiche della Brianza .

Ma andiamo in ordine. Il mio Natale inizia esattamente alle 21:30 - 22:00, ora locale, del 24 Dicembre. Ovvero quando io e il mio miglior amico ci rifugiamo in qualche locale a trangugiare birra prima dell'appuntamento fisso all'edificio cattolico: ovvero il Gran Varietà Religioso di Natale conosciuto anche come Messa di Mezzanotte. Di per sé è l'unica funzione che reggo più volentieri, non sarò poi sto gran credente, ma tutto sommato mi piace, un po' perché è tradizione della mia famiglia andarci tutti gli anni, ma soprattutto perché al termine della funzione accade qualcosa di interessante.
Dunque vi dicevo, alle 22 andiamo a fare il pieno agli stomaci con del "coraggio liquido". Birra economica in bicchieri di plastica, il gusto è quel che è...ma va bene così, serve solo a stordirti quel tanto che basta da rendere le cose divertenti. Verso le 23:30 abbandoniamo il locale ameno e ci dirigiamo verso l'edificio.

Vabbé delle funzioni religiose penso che siate più esperti voi di me.

Arriviamo alla benedizione, la folla spasima per uscire. "Padre-Figlio-Spirito Santo amen!" eevvvaiiii! E ora tutti fuori! Perchè? Ma perché ci sono gli alpini che offrono panettone/pandoro, the, ma soprattutto: IL VIN BRULE'



A Symo non piace tanto il vin brulé, poco importa, io mi ci fiondo subito. La calda, dolce sensazione del vino aromatizzato che ti piomba nelle budella rattrappite dal freddo è la sensazione più bella del mondo. Auguri auguri! Buon Natale! Bibemus ecc ecc. Alle due di notte finalmente tocco il letto.

La sveglia semplicemente non suona, che cazzo è Natale, devo puntare pure la sveglia? Mi preparo psicologicamente al pranzo; grazie al cielo non siamo una famiglia di grandi mangiatori, ma ai miei occhi la tavola sembra sempre troppo piena, anche quest'anno (alla faccia della crisi). Vabbé, prima scartiamo i Natali, momento epico che riporta alla mente ricordi di ggggioventù (tipo quella volta che mi hanno regalato il castello dei cavalieri della LEGO, da quel giorno in poi ci fu sempre guerra a Legocity, sempre...). Quest'anno sono stati tutti regali utili, in ordine:
-Il Decamerone
-Harry Potter: il Principe Mezzosangue (non ho finito ancora di leggere le storie del mago, sono piuttosto curioso)
-Un atlante sui gatti (amo i gatti)
-Il videogame di: LEGO Il Signore degli Anelli
-Assassin's Creed Brotherhood
-The bianco e biscotti
-Un libro di citazioni greche e latine
-Un libro sull'arte della guerra orientale
-Sciarpa, cappello, guanti
-Una camicia

Sì tanta roba, ho il privilegio di essere figlio unico e, tra l'altro, unico maschio della famiglia (ho tutte cugine più gandi LOL), quindi consentitemi di essere viziato.

Ore 12:30 tutti a tavola.

Mi aspettavo qualcosa di tragico, invece tutto sommato è stato un pranzo onesto, ma soddisfacente. Il tutto coronato da un bel grappino, che fa bene al pancino.


Il resto del pomeriggio è dedicato al cazzeggio, riordino qualcosina del blog, mi sparo in serie Toy Story 2 e 3, mi metto a giocare a Pokémon Heart Gold. Sì, gioco ancora coi Pokémon, problemi? Anzi è più divertente ora che non si è più ingenui, soprattutto quando si chiama il proprio avversario PUSTOLA o CANCRO. Si zuzzurella per facebook poi a mezzanotte il sonno prende il sopravvento e me ne vado a dormire. Non prima di essermi sparato l'ennesimo film a tema natalizio, qualcosa tipo Conciati per le feste. Fico! Uno dei meglio Natale finora!

Matt - Il Locandiere

lunedì 24 dicembre 2012

I mostri natalizi dell'ex tubo catodico, ora digitale.

Bentornati fedeli Avventori! Aspettate che finisco di sistemare questa ghirlanda e sono subito da voi.

Poco fa, cercavo del materiale su cui scrivere, peraltro vagando per le pagine di Wiki alla scoperta del bosone di Higgs (ogni pretesto è buono per non combinare una minchia, ovviamente), poi mi è venuta un'illuminazione paurosa, eccone i risultati.

Manca poco a Natale, e alle sedi delle varie televisioni nazionali (specialmente Merdaset o Mediaset, come preferite) si stanno lambiccando il cervello su quali film mandare in onda durante queste festività tanto attese, che i Maya stavano per rovinarci. Ormai sapete meglio di me che non c'è molto da inventarsi, quelli sono i programmi da mandare in onda e, se togliamo i film un po' più divertenti come il Grinch,  i vari cartoni animati e/o speciali natalizi, quello che resta sono i canonici e immancabili filmoni, un po' troppo datati ormai, che vengono riproposti all'infinito. Qui di seguito riporto qualcuno di questi mostri sacri, a dir la verità più mostri che sacri, duri a morire. Partiamo dal primissimo.

Miracolo sulla 34a strada


Beh, sarebbe quasi banale parlarne. Insostituibile ed immancabile, a dir la verità è un remake piuttosto bruttino della versione originale del 1947, decisamente molto più matura e senza il miliardario di Jurassic Park (sir Richard Attenborough) che, in questo film, interpreta un improbabile Babbo Natale. Lieto fine piuttosto scontato, per forza, siamo a Natale!



Una poltrona per due


Non so voi, ma Dan Aykroyd me lo sono sempre visto come Ray Stantz (Ghostbusters) o come Elwood (The Blues Brothers) ed Eddie Murphy come lo svitato poliziotto di Beverly Hills Cop, ma che ci volete fare?
Questo è un classico, la tipica commedia degli equivoci, in cui si perde tutto per colpa dei cattivoni; ma alla fine...sotto sotto, lo sapete tutti come va a finire, e come deve andare a finire? Bene no? Con il lieto fine natalizio, siamo a Natale, quindi tutti devono essere più buoni. Degna di nota è la presenza di Jamie Lee Curtis, che all'epoca era proprio un bel donnino.

Solo a titolo di esempio



Mamma ho perso l'aereo


Chi di voi non ha mai visto "Mamma ho perso l'aereo"? Non ci credo che esista anche solo un essere umano che non l'ha guardato almeno una volta, anche per sbaglio. Effettivamente come film non è granché, anzi, riguardandolo fa proprio caa' (come si direbbe a Livorno); quando ero piccino apprezzavo di più le scene in cui i due poveri ladri cercavano di espugnare la casa-fortezza, tenuta dall'impavido Macaulay Culkin. Questo ed il suo seguito (Mamma ho perso l'aereo - Mi sono smarrito a New York) sono dei must, prima o poi ritornano. Personalmente mi piange un po' il cuore vedere Joe Pesci, che ha fatto parti fighissime come in "Quei bravi ragazzi", relegato al ruolo di ladro sfigatissimo con dente dorato, davvero è una tragedia straziante.


Natale a...(inserite una destinazione)



Bene, se i film di prima potevano essere anche circa accettabili, più che altro perché hanno fatto parte della mia infanzia, i vari "Natale a...Ovunque" proprio no. La trama è scontatissima, con De Sica che interpretava il solito romanaccio che mette le corna alla moglie e Boldi che porta sullo schermo lo stereotipo del milanese, umorismo affettato col coltello, c'è davvero pochissimo da ridere. Parlo per me ovviamente, se da domani vedrò le visite calate, capirò il perchè! Prepariamoci, perché molto probabilmente ne troveremo almeno uno sui palinsesti televisivi.


Vacanze di Natale...

Prima dei vari "Natale a..." c'erano le Vacanze di Natale. Vi dirò, per l'epoca erano originali, divertenti, esprimevano bene com'era la società italiana dei magnifici anni '90. Inoltre vantavano la presenza di pietre miliari della comicità italiana d'altri tempi come Jerry Calà e Andrea Roncato (addirittura Alberto Sordi, come potete vedere in questa locandina). Purtroppo si dice che "la minestra riscaldata non è mai buona", la qualità di questi film è andata scemando nel tempo, poi si è giunti ai "Natale a...". Il resto come sapete è storia. Non è improbabile rintracciarli ancora in giro, anche se quelli proprio vecchi vecchi potrebbero anche non essere contemplati.


Bene bene, anche per oggi abbiamo terminato, siete stati parecchio pazienti e vi ringrazio. E' la Vigilia di Natale, per cui vi auguro di passare un buon Natale, carissimi Avventori e vi lascio ad un bel brano di The Voice, Frank Sinatra in Let it Snow!




Buon Natale a tutti!



Matt - Il Locandiere

sabato 22 dicembre 2012

Top 5: Libri da regalare a Natale. Posizione 1.

Eccoci giunti alla vetta, affezionati Avventori, ma prima di presentare il primo classificato, facciamo un breve riassunto delle puntate precedenti. Come già vi dissi, era mia intenzione creare questa serie dei migliori 5 libri da regalare, scelti personalmente dalla mia personalissima biblioteca. Se vi siete persi le posizioni precedenti, ve le elenco in ordine a partire dall'ultima:
-Posizione 5
-Posizione 4
-Posizione 3
-Posizione 2



Top 5: Libri da regalare a Natale.

Posizione numero 1: Queste Oscure Materie - Philip Pullman



Trama: chiudiamo in bellezza con una trilogia composta, in ordine, da:  La Bussola d'Oro, La Lama Sottile ed Il Cannocchiale d'Ambra. Nel primo libro, cioè La Bussola d'Oro, viene presentato il personaggio di Lyra Belacqua, una ragazzina di 11 anni che vive in un mondo parallelo, molto simile al nostro; lì le persone vivono accanto ai daimon, animali che rappresentano un alter ego delle persone, con cui conversano e che sembrano avere una funzione di coscienza. I daimon non possono vivere senza i loro padroni umani e viceversa. Questi daimon sono collegati alla Polvere, misteriosa sostanza che permea lo spazio, il tempo e la vita degli individui; alcuni l'hanno paragonata all'antimateria o alla materia oscura. La Polvere è oggetto di studio del Magisterium (una specie di Chiesa) che la teme non poco, per quanto riguarda le implicazioni scientifiche che può avere, in particolare sull'esistenza di Dio (robe da matti). Qui entra in gioco Lyra, a causa della sua estrema curiosità, si infila in un armadio del college dove vive (Oxford), mentre suo zio Lord Asriel, uno studioso di questa Polvere, è in visita. Ma Lyra scopre un piano per assassinarlo e lo salva. Da quel momento la vita della piccola peste non sarà più la stessa e vivrà una serie di avventure incredibili (attraverso gli altri due volumi) tra spettri, orsi corazzati e mondi paralleli, intraprendendo un percorso che cambierà in maniera definitiva la sua vita e quella di tutti gli esseri viventi...

Commento: il genere è quello fantasy, ma di un fantasy non troppo fantasy. In che senso? Nel senso che non ci sono elfi che saltellano felici e contenti per i boschi, o orchi violenti che bruciano e spaccano tutto. No, è un fantasy basato sull'esistenza dei mondi paralleli, diciamo che è basato sulla nostra paura più grande. Siamo davvero soli nell'Universo? Esistono mondi paralleli? E se esistono sono come il nostro? Può essere possibile che in un altro Universo, nello stesso istante ci sia qualcuno come me intento a scrivere poche righe di commento a proposito di un libro?
Philip Pullman ci da la sua versione, con un racconto fluido, avvincente e onirico; ma il maggior pregio di Pullman è la palpabile evoluzione interiore del personaggio che, da ragazzina ficcanaso e rompiscatole, inizia il suo percorso lungo e tortuoso per giungere alla maturità; attraversando mondi simili ai nostri e altri totalmente diversi. Per gli amanti del fantasy e per chi ama sognare ad occhi aperti.

Perchè leggerlo? Non so se ve lo ricordate, ma tempo fa (il lontanerrimo 2007) era uscita la trasposizione cinematografica del primo libro, con quella bella tusa della Nicole Kidman (anche se nulla batte Kate Beckinsale, fatevelo dire) e con Daniel Craig (no non interpretava ancora lo sciupafemmine agente segreto). Di per se come film è stato carino, fedele al libro nonostante le critiche da parte dei fan e della Chiesa Cattolica (per l'analogia Magisterium - Sant'Uffizio...capito no?). Ma in sostanza perché leggerlo? Beh per gli amanti del genere fantasy sarà un racconto un po' diverso dal solito plot a base di elfi, orchi, maghi e streghe molto Dungeons & Dragons, anche se, in fin dei conti, un po' di streghe se ne parla anche. Per chi è amante dell'ignoto, può essere una bella interpretazione della teoria degli universi paralleli e delle loro interazioni. Oppure può essere letto perché, a livello di narrativa, è parecchio godibile, facendo passare molte ore di piacevole lettura e, a volta, tenendo tutti un po' col fiato sospeso.

Matt - Il Locandiere

giovedì 20 dicembre 2012

Top 5: Libri da regalare a Natale. Posizione 2.

Bentornati cari Avventori! Ormai siamo in cima alla vetta, spero che gli altri post vi siano piaciuti. Per chi si fosse collegato or ora volevo ricordare che questo è il quarto di cinque appuntamenti dedicati a tutti gli amanti dei libri, ma che non sanno di preciso cosa regalare (per l'articolo originale pigiate qui). Se invece vi siete persi le posizioni precedenti potete anche pigiare qui per la posizione 5, qui per la posizione 4 e qui per la posizione numero 3 (la uno, la due o la trééééé). Ma ora veniamo al dunque.



Top 5: Libri da regalare a Natale.

Posizione numero 2: L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello - Oliver Sacks



Trama: non è un romanzo degli equivoci. In realtà è una raccolta di casi clinici di persone che hanno subito, per diverse cause, danni a specifiche aree del cervello, che hanno comportamenti un po' "eccentrici" nonostante conservino inalterate tutte le altre abilità ed un aspetto esteriore normale. Ognuno dei casi riguarda una persona diversa, ognuna con perdite o eccessi.

Commento: calma, non è un reportage su x pazienti e sul loro comportamento, sterilmente catalogato alla maniera degli scienziati, tutt'altro! Chi scrive le storie è un neurologo, il Dottor Sacks, che ha vissuto in prima persona gli episodi raccolti. Il bello di questo libro è proprio che Sacks espone i vari casi non dal punto di vista medico/clinico, ma dal punto di vista di un osservatore qualunque, così che anche chi non gode di una preparazione di tipo medico può comprendere ciò che sta succedendo. Come dicevo, più che alla parte clinica si guarda alla parte umana, emotiva della persona/paziente, non al "soggetto numero...". Sacks fa un ottimo lavoro, dando ampio spazio ai dialoghi intessuti coi suoi pazienti, alle loro riflessioni e alla descrizione minuziosa di ogni loro gesto. Un libro alternativo, fuori dagli schemi, per certi versi, e molto toccante. Non appartiene ad un genere specifico di lettori, ma a tutti quanti. Questo è il maggior pregio del libro di Sacks.

Perchè leggerlo? Beh, sicuramente perché non è qualcosa che si incontra tutti i giorni sugli scaffali delle librerie. Perché si parla di malattie senza scadere in tecnicismi o eccessiva commiserazione nei confronti del malato. Sacks salvaguarda la dignità del malato esponendo un racconto chiaro, pieno e vivo. Va letto perché è una testimonianza che la sofferenza può non essere solo fisica, ma anche mentale. Va letto perché le persone che versano in queste condizioni, che all'inizio erano considerate sbadate, distratte o maleducate, sono esseri umani come noi, con il loro carico di gioie, dolori e la loro dignità. Va letto perché non ha un pubblico esclusivo, ma può essere una lettura da cui trarre uno spunto per una profonda riflessione sulla fragilità della mente e del corpo umano.

Matt - Il Locandiere

martedì 18 dicembre 2012

Top 5: Libri da regalare a Natale. Posizione 3.

Terzo appuntamento per gli amanti della carta stampata, che però non hanno fantasia sui regali di Natale. Anche questo articolo fa al caso vostro miei cari Avventori! Se vi siete persi i primi post, pigiate qui per la quinta posizione, oppure pigiate qui per la quarta posizione. Ma ora bando alle ciance, è ora di iniziare!



Top 5: Libri da regalare a Natale.

Posizione numero 3: La cattedrale del mare - Ildefonso Falcones



Trama: il racconto si sviluppa durante il XIV secolo a Barcellona e nei territori circostanti, è diviso in quattro parti. Bernat Estanyol, è un contadino che, per una serie di vicissitudini è costretto a fuggire con il figlioletto Arnau  per trovare riparo dalla sorella a Barcellona, qui la vita dei due si snoda attraverso eventi storici realmente accaduti (come la comparsa della peste o la persecuzione dei marranos, gli ebrei spagnoli), ma con un unico, mastodontico punto di riferimento: la costruzione di una imponente cattedrale, Santa Marìa del Mar.

Commento: diciamocelo, è un romanzo storico. Perciò il genere deve piacere, soprattutto devono piacere anche quegli excursus necessari per contestualizzare il racconto, altrimenti si va a finire a pallino. Un buon libro; la prima fatica letteraria di Falcones si è dimostrata un successo inaspettato. Accurato, minuzioso nella descrizione e, a volte, fin troppo crudo nel rappresentare la dura realtà della vita della gente dell'epoca, specie i popolani. Un'epoca in cui la corrotta aristocrazia spadroneggiava indisturbata, vessando i contadini e imponendo le cosiddette "male usanze", come lo ius primae noctis ( per chi non lo sapesse era il diritto del signore del feudo di giacere la prima notte di nozze con la moglie di un suo servo). Fluido e scorrevole quanto basta per appassionarsene immediatamente e lasciare il lettore incollato alle pagine per ore senza che questo se ne accorga. Falcones si destreggia abilmente nell'enorme mole di eventi storici che permeano interamente la storia di Bernat, di suo figlio Arnau e degli altri personaggi. L'unico neo negativo, un po' troppa enfasi sulla violenza carnale, per il resto pollici in alto per questo libro. Un ottimo romanzo dal retrogusto amaro e ferrigno del sangue.

Perché leggerlo? Innanzitutto perché lancia Falcones nel grande mondo delle librerie, e Falcones con questa prima prova si difende davvero bene, nulla da dire. Lo si legge perché è un interessante spaccato della vita quotidiana della Barcellona del 1300,  della sua caotica e variopinta società, con tutte le sue contraddizioni, le sue morbose emozioni, il suo razzismo e le sue violenze di ogni genere. Lo si legge perché è in grado di comunicare intensissime sensazioni, raramente così forti in un libro. Dedicato agli amanti delle emozioni intense, non adatto a chi odia la storia o la cruda realtà.

Matt - Il Locandiere

EDIZIONE STRAORDINARIA. Benigni colpisce ancora: La più bella del Mondo

Bentornati fedeli Avventori, oggi si esce con un articolo extra. Un'edizione straordinaria appunto.



La Costituzione più bella del mondo ce l'abbiamo noi.

Ormai è un dato di fatto, quando Benigni va sul piccolo schermo (ma anche sul grande), il successo è pressoché garantito. Si era già visto a Sanremo nel 2011, oppure già prima col ciclo di letture della Divina Commedia di Dante Alighieri, "cose da pazzi" per usare le parole del Maestro. Ed effettivamente anche stavolta con "La più bella del mondo", il caro Roberto Benigni ha colto nel segno, di sicuro assicurando un buono share alla RAI (con sommo gaudio della Tarantola) e scuotendo non poco gli animi.
Ne avevamo sentito parlare già a Ottobre, un giorno si presenta Benigni da un divertito Attilio Romita al TG1 e lancia questo suo grande, grandissimo progetto: commentare la Costituzione della Repubblica Italiana. La cosa effettivamente mi ha incuriosito; ma, sono onesto, non gli ho dato il giusto peso. Avevo altro da fare, gli esami da preparare, Minecraft con cui giocare...insomma, le solite scuse da cazzaro nullafacente.
Poi arriva la sera del 17 Dicembre, mia madre gira per caso sul TG1 e si ricorda dello spettacolo di Benigni. Ho altro da fare stasera? No e guardiamoselo. Solo che avevo il culo talmente pesante da decidere di guardarmelo in streaming con una bella tazza di the fumante. Lo guardo, sostengo due ore di spettacolo senza interruzione (e ci credo! Era tutto live) e devo ammettere che mi è proprio piaciuto.

Fondamentale conoscere i Principi Fondamentali.

Lo spettacolo è stato il tipico alla Benigni. Partenza, introduzione danzante con musichetta pseudo-circense, spazio iniziale per il commento sulla attuale situazione politica, con qualche frecciatina velenosa per tutti i politici, ma proprio tutti (anche per Beppe Grillo e Bossi). Ci scappa anche qualche considerazione sulla  fragile situazione economica italiana. Poi si parte con lo show.
In sostanza Benigni ha avuto la coraggiosa idea di leggere e commentare i primi 12 articoli della Costituzione della Repubblica Italiana, ovvero i Principi Fondamentali, quelli inalterabili e che danno praticamente la definizione legale, sociale e universale di uomo (inteso come essere umano, non me ne vogliano le dolci lettrici). Effettivamente è stato uno spettacolo a cui non si assiste tutti i giorni; e perché? Perché della Costituzione non si parla mai (mi ricordo di averla fatta solo al biennio del liceo, circa 5 o 6 anni fa, pensa te!). Le prime impressioni a caldo, senza lasciarsi prendere troppo dall'entusiasmo patriottico chiaramente, danno l'impressione di un lavoro di preparazione TITANICO da parte di Benigni, davvero. Una fatica letteraria e culturale che ha dato dei risultati eccellenti, entusiasmanti, esageratamente eccezionali...e qualche altro aggettivo che inizia con la e.
Scherzi a parte, sono due ore che non mi hanno pesato per niente, che danno uno spettacolo degno di essere chiamato tale e che, soprattutto, ti lasciano qualcosa dentro.



Repetita Iuvant.

Ok, bando ai sentimentalismi, cari Avventori. Cerchiamo di essere obiettivi. Il fatto che la Costituzione Italiana sia a portata di click, ma che comunque ci voglia qualcuno che compare in prima serata, in diretta e ci prenda a tutti quanti a schiaffi (morali) in faccia per ricordarcela, insomma ci da da pensare. O mi sbaglio?
Quando ho compiuto 18 anni il Sindaco della mia città mi ha spedito un libriccino striminzito che recava la scritta:

Costituzione della Repubblica Italiana

L'ho aperto? Sarò onesto. Mai. E non ho la minima idea di dove possa essere finito. Questo fa di me una brutta persona? Forse, purtroppo nelle mie stesse condizioni ci sono molte, moltissime altre persone. Pensandoci bene è davvero un peccato. Ora, non voglio stare qui a farvi la morale, sul perché dobbiamo essere tutti italiani, recitare la Costituzione subito dopo il Padre Nostro e tenerla sul comodino di fianco al computer. E che è? Non ci penso nemmeno.
Però volevo condividere con voi, Avventori, questo momento di riflessione, di presa di coscienza; perché Benigni ha ragione, storicamente la nostra Costituzione è una cosa grandiosa, mastodontica, che ha segnato la via per tutte quelle successive, diciamo un po' il punto di riferimento per altre carte del genere. Possiamo quindi chiamarla LA Costituzione. Ok, ci sta, sacrosanto. Ma non è questo il punto.
Il punto è che, di tutto quello che è stato detto e fatto durante lo show, mi sento di condividere quasi tutto (ovvio non la si può pensare tutti allo stesso modo!). Però due cose in particolare mi hanno fatto pensare; mi hanno colpito ancora più forte della rilettura dei 12 Principi Fondamentali. Cioè le due minacce a questi articoli. Minacce che poi sono state proprio evidenziate da Benigni stesso.

Una è il non amare la politica, nel senso di praticarla nel più alto e nobile dei termini (lasciamo perdere tutte le questioni destra/sinistra, sopra/sotto, liscia, gassata o Ferrarelle e via dicendo). L'altra minaccia è l'astensionismo, è vero, con la situazione attuale non si sa chi votare, io per primo; di conseguenza non mi sento proprio di fare campagna elettorale, questo è un blog politic-free (cioè libero dalla cattiva politica). Non si fa campagna elettorale qui, chi vi è addetto ha i suoi mezzi, io non faccio proselitismo per nessuno, sia ben chiaro da qui in avanti, si ride e si scherza ma la cattiva politica la lascio a chi si diverte a sguazzarci dentro. Ritornando al discorso, come dice Benigni, ed io mi trovo a mio malgrado d'accordo con lui, l'astensionismo uccide la Repubblica, perché si fa come Pilato e si lascia alla folla la decisione, ma la folla si sa che sceglierà sempre Barabba (parole sue eh!). Perciò, bene o male, il voto è l'unica arma di difesa che abbiamo, usiamolo con giudizio.

Bene, questo è stato un articolo piuttosto...diverso dagli altri, forse che tocca temi scottanti, pure troppo scottanti, su cui però non è mio desiderio fermarmici troppo. Si sa, spesso si viene fraintesi e non è mia intenzione creare ambiguità. Che ne pensate? Lasciatemi un commento se lo desiderate e io vi lascio con un po' di musica epica come sottofondo per la vostra giornata, a presto cari Avventori.




Matt - Il Locandiere

lunedì 17 dicembre 2012

Top 5: Libri da regalare a Natale. Posizione 4.

Rieccoci di nuovo miei cari Avventori, pronti col numero due dei cinque appuntamenti dedicati al Natale, iniziamo senza indugio, che il Natale si avvicina. Per chi si fosse perso la puntata precedente la può trovare qui.



Top 5: Libri da regalare a Natale.

Posizione numero 4: La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta - Andrea Camilleri



Trama: questo piccolo capolavoro di Camilleri consta di ben otto storie, ognuna con personaggi diversi e trame totalmente separate, tutte ambientate comunque nella prima metà del secolo scorso o poco dopo a Vigàta e dintorni. Nel primo episodio, "Romeo e Giulietta", in quel di Vigàta si intrecciano le vite di due ragazzi appartenenti a famiglie storicamente rivali, gli eventi, però, prenderanno una piega inaspettata. Nel secondo episodio, "I duellanti", viene presentata un'insolita guerra tra due gelatai concorrenti sulla stessa spiaggia. Il terzo episodio che porta il titolo di "Le scarpe nuove", vede come protagonista una famiglia di Vigàta che passa attraverso le vicissitudini della guerra, assieme ad un asino chiamato Mussolini, attendendo il ritorno dei dei figli, uno dei quali acquistò presso una fiera di paese delle stupende scarpe nuove. Il quarto episodio da il titolo al libro ed è appunto "La Regina di Pomerania"; qui gli abitanti di Vigàta si preparano all'arrivo dell'ambasciatore di questa Regina misteriosa, la quale ha espressamente richiesto di aprire un ambasciata nella cittadina siciliana. Nel quinto episodio, "La lettera anonima", una serie di lettere, anonime appunto, sconvolgono la quiete della piccola Vigàta. Nel sesto capitolo, "La seduta spiritica", un gruppo di occultisti appassionati si rivolge ad una medium famosa per organizzare una seduta spiritica. Il settimo capitolo, "L'uovo sbattuto", racconta di un marchese che, giunto ai cinquant'anni d'età, deve riuscire a trovare entro breve tempo una donna da sposare, pena la perdita di tutti i suoi averi. Infine, l'ottavo capitolo, "Di padre ignoto", conclude in bellezza questo libro raccontando l'indagine di un ragazzo senza origini che vuole far luce sul suo passato e su quello dei suoi genitori.

Commento: uff, ce n'è voluto per mettere assieme un riassunto delle varie trame delle storie senza spoilerarvi niente! Va fatta una premessa importante, il libro è scritto, del resto come molte altre opere di Camilleri,  in dialetto siciliano. Se da una parte questo può rendere, raramente in realtà, difficile la comprensione di alcuni passaggi, dall'altra è il pregio maggiore. Perchè?Per il rustico senso di calore dato dalla frizzante cultura siciliana; inoltre le storie sono narrate con un'ironia sana, genuina, tipica della gente comune, il lettore si accorgerà spesso che un sorriso involontario sarà apparso sul volto. Un altro grande pregio è che tutte le storie hanno un finale tutt'altro che scontato. Chapeau Maestro Camilleri.

Perchè leggerlo? I perché sarebbero tanti, perché è una lettura diversa dal solito romanzo. Perché è un libro curioso e divertente. Inoltre le colorite espressioni del dialetto siciliano non fanno altro che rendere più realistiche le situazioni già paradossali, dando l'impressione al lettore di essere al fianco dei protagonisti degli eventi.

Matt - Il Locandiere

Top 5: Libri da Regalare a Natale. Posizione 5.

Benvenuti, benvenuti cari amici Avventori, come state? Come vi avevo anticipato ecco il primo dei prossimi 5 appuntamenti sui libri da regalare a Natale.


Top 5: Libri da regalare a Natale.

Posizione numero 5: A Christmas Carol - Charles Dickens


Trama: Ebenezer Scrooge è un vecchio e acido uomo d'affari della Londra vittoriana, talmente taccagno da non spendere nemmeno un quattrino per se stesso e che si lamenta perfino del Natale, quale inutile perdita di tempo. Il singor Scrooge costringe  il suo povero impiegato Bob Cratchit, che peraltro riceve uno stipendio miserrimo (neanche cucire i palloni per la Nike guarda), a lavorare anche la Vigilia di Natale, contrariamente agli altri uffici. Ma quella notte, cioè la Notte di Natale, Scrooge riceverà la visita di quattro fantasmi, che gli mostreranno cose che cambieranno per sempre la sua vita...

Commento: Chi non ha mai sentito parlare del Canto di Natale? Questo è uno dei racconti più famosi di Dickens dopo Oliver Twist. Breve, intenso e coinvolgente. Lo hanno trasposto cinematograficamente in tutte le salse, da ricordare anche la resa cinematografica secondo la Disney (con Zio Paperone come Ebenezer Scrooge) e dei Muppet, dove attori in carne ed ossa recitano al fianco dei famosi pupazzi.
Detto questo, il libro è ben fatto, con una trama semplice, ma d'impatto, che riesce a far riflettere anche coloro che hanno la scorza dura e non si lasciano travolgere più di tanto dalle emozioni. Consta di 5 parti in cui viene dispiegato l'intero percorso di Ebenezer durante la Notte di Natale e in cui gli viene mostrato il suo passato, il presente e il suo eventuale fosco futuro. Nonostante le forti tematiche di polemica sociale, più semplicemente può essere considerato il punto di partenza per vivere il Natale in una maniera diversa, magari nuova. Non può mancare nelle librerie di un vero amante della carta stampata.

Perchè leggerlo? La risposta: "Perché è Natale" non basta di certo a liquidare questo piccolo e prezioso capolavoro di narrativa. Quindi perché merita la nostra attenzione? Semplice, tutti abbiamo sentito parlare del Canto di Natale, in un modo o nell'altro, ma la domanda è: l'abbiamo realmente letto? Abbiamo fatto davvero nostri i contenuti del libro? Se la risposta è no, forse può essere un buon regalo, specialmente al giorno d'oggi, quando il Natale è visto quasi esclusivamente come una festa consumistica, come un "dover festeggiare" senza sapere in realtà cosa o perché farlo. Un libro che fa riflettere ed emoziona è un ottimo libro.

Matt - Il Locandiere

martedì 11 dicembre 2012

Piccole conquiste, grandi emozioni & lacrimuccia di gioia finale

Bentornati gentili signori e nobili dame, benvenuti nella Locanda del Legionario Ubriaco, entrate! Entrate che di posto ce n'è sempre!

Rieccoci qui, dopo il week-end, a scrivere di nuovo, di che si parla oggi? Rileggete il titolo e rifletteteci un attimo. EHI CON CALMA! Non scappate, non è il classico momento strappalacrime. Sedetevi e state ad ascoltare.


Dunque dunque, queste sono emozioni fresche, tanto fresche da portare come data di confezionamento il giorno 10/12/2012. Per chi avesse problemi nel fare i conti era giusto giusto la fredda e ventosa giornata di ieri. Dopo un mattino di studio e un pomeriggio niente male (aspettando lo stramaledetto corriere che ti arriva oggi alle 12:00 quando stai scolando la pasta), ero pronto per la serata. Ma che ha di speciale ieri sera tanto da meritare un post?

Ve lo dico subito. Ho accompagnato due miei amici in radio. Adesso partiranno le proteste: <Seeeeee vabbé tutta sta manfrina solo per aver accompagnato due persone? Usciamo da sta pagina e andiamo su Youporn che è più divertente!>. Beh in sostanza non è che fossero proprio SOLO due amici. Non farò i loro nomi, ma li chiameremo S e R. S è il mio miglior amico, forse quasi più un fratello, praticamente siam cresciuti assieme; l'unica cosa che non sa di me, forse, è il valore dei trigliceridi che ho nel sangue, ma anche su ciò non ne sarei così sicuro...
L'altra R, che è donna, una dolce fanciulla, non la conosco da così tanto tempo come S, ma comunque siamo molto legati. R è un'artista, suona qualcosa come almeno 3 strumenti, se non di più (per favore non picchiarmi se ho sbagliato!!!), mentre S, che è artista pure lui, ha anche un blog decisamente figo e si fa un culo al cubo per mantenerlo tale. Ora basta con le presentazioni, veniamo al dunque.

Dunque ieri sera c'era sto evento alla radio, S ed R mi hanno chiesto gentilmente di accompagnarli; ovviamente non avendo impegni istituzionali così inderogabili ho accettato. Raccolgo S e dopo un Calvario di 45 minuti raggiungiamo R. presso la sua abitazione, da lì ci dirigiamo rapidi come il vento alla radio a Como, si può dire? Va beh, diciamolo. Siamo a Como, Lombardia, Italia, Europa, Pianeta Terra, Sistema Solare.
Arriviamo, ci presentiamo, si presentano i ragazzi della radio, simpaticissimi e soprattutto molto seri in quello che fanno; apprezzo questo tipo di persone. In sostanza io non c'entravo un cazzo, lo show era tutto per R ed S. R doveva presentare il suo nuovo disco, dirci un po' di come faceva a coniugare la vita da artista con quella da studentessa, se si metteva le dita nel naso e soprattutto se aveva scritto la letterina a Babbo Natale.
Per S si parlava di qualcosa di analogo, ma un po' più particolare. Infatti sul blog di S sta uscendo un romanzo a puntate che, tra le altre cose, sta venendo proprio bene e gli sta fruttando un sacco di visualizzazioni, proprio appunto perché è geniale e raccontato anche parecchio bene. Nulla di che, alle 21 si va in scena, i ragazzi della radio presentano, fanno parlare gli ospiti, fanno delle domande, buttano su qualche buona canzone e c'è anche spazio per sparare qualche cazzata in allegria, una bella serata. Alle 22 più o meno si finisce e ci scappa anche un salutino da parte mia ai microfoni, che nel frattempo mi ero dilettato a fare un bel book fotografico ai due. Felici, felicissimi, contenti e soddisfatti ce ne torniamo tutti a casina.


Il fatto che poi io abbia passato una notte insonne a riflettere sull'evento è il vero nocciolo di questo post. Capisci che comunque questi ragazzi che per anni hanno dato l'anima, hanno sputato sangue, sofferto, gioito e che soprattutto non si sono mai abbattuti davanti alle difficoltà, ce la stanno facendo. Iniziano a raccogliere i primi frutti del loro duro lavoro; insomma: sono soddisfazioni. Capisci un'altra cosa, che per te iniziano ad essere anche qualcosa in più di amici, ce la stanno facendo, ti rendi conto che tutto sommato la meritocrazia non è morta e che non sono lì solo perchè una si sa spogliare bene e l'altro è raccomandato, ma perchè hanno quel che serve. Ovvero hanno la capacità. Chiaro, la loro strada adesso è tutta in salita, mica c'è tempo di adagiarsi sugli allori, ma io credo che i presupposti siano più che buoni.
Ed è proprio qui che risiede l'emozione, l'emozione che provi vedendo quando vedi che i tuoi amici non ti sorridono solo con le labbra, ma anche con gli occhi. Insomma, sei contento anche tu, anche se in fin dei conti quella non era la tua serata, ma la loro. E sei contento davvero.
Invidia? Proprio no, perchè dovrei? Al limite tanta, tantissima ammirazione. Ora li guarderai in modo un po' diverso, capisci che per te sono anche un po' degli Eroi e dei modelli da seguire, NON imitare, sia ben chiaro. Che tutti sono capaci di scimmiottare qualcuno, ma pochi sono davvero in grado di valere qualcosa.
E la lacrimuccia di soddisfazione? C'è, c'è. Più figurata che reale, perchè i Locandieri non piangono mai, neanche sulla birra versata. Chiudiamo questa riflessione con un grande, giganterrimo GRAZIE. Un ringraziamento tutto per S ed R. Per tutto, per essere amici e per avermi dato la grande opportunità di aver condiviso questo importante traguardo con voi. 

Concludiamo questo post, già abbastanza lacrimoso, con Heroes del grande David Bowie. Dedicata a tutti, ma proprio tutti tutti gli eroi, grandi e piccoli, famosi e nascosti. Alla prossima cari Avventori!


Ultima ultimissima cosa, un po' di pubblicità fa sempre bene, soprattutto a questi due ragazzi che meritano tantissimissmissimo, sicché:
questo è il link del progetto di S: Project: Jinsei
mentre questo link si riferisce al progetto di R: Rò Acoustic Project
Visitateli, mipiacciateli, seguiteli perchè sono davvero dei fenomeni!

Matt - Il Locandiere

domenica 9 dicembre 2012

Venghino signori, venghino che apre una nuova locanda!
Oh dei clienti! Benvenuti! Vi starete chiedendo chi mai possa essere io. Ebbene io sono quello che manda avanti la baracca. Il Locandiere se volete.


La mano trema un po' mentre scrivi le prime poche righe, non sai mai cosa dire e non sai se quello che hai detto è troppo o troppo poco. Ma non importa, l'importante è aver iniziato. Devo essere onesto, non sono un assiduo frequentatore di blog, anzi per molto tempo fa l'idea di dover scrivere pubblicamente ciò che mi passava per la testa non è che mi entusiasmasse più di tanto. Poi apparve Facebook.
Ma arrivi ad un punto che vuoi fare qualcosa di più, vuoi provare qualcosa di nuovo. Ti va di iniziare una nuova Avventura. E ad un certo punto la inizi.

Certo iniziare a scrivere su un blog non è una cosa del tipo: mmmm stamattina sono indeciso se pucciare nel caffelatte gli Abbracci o i Bucaneve. Di solito ti devi dare un minimo di idee, o almeno questo è stato il mio ragionamento. Avevo voglia di qualcosa di diverso, insomma scrivere per qualcuno.

Chiaramente chi scrive lo fa per motivi diversi, c'è chi scrive per protesta, chi per fama, chi perché non sa cosa fare e c'è chi scrive perché si diverte a farlo. Ecco, io rientro nell'ultima categoria, mi piace scrivere. Ma dal riempire un foglio di Open Office e salvarlo in qualche dimenticatissima cartella di C: e scrivere direttamente sul web, affinché un po' tutti possano leggere...beh lasciatevelo dire, ma c'è la sua bella differenza non credete?

Ma sto divagando! Io devo tenere vivo l'interesse dei miei avventori, non farli scappare. Pertanto, da oggi ho deciso di scrivere su questo blog, un po' per svago, un po' per curiosità, un po' per divertimento. Magari questo sarà il primo e ultimo post di questo blog, magari no...chi lo sa? Apro una minuscola locanda, in un mondo ampio e variegato. Chi vivrà vedrà. Per oggi è tutto, purtroppo non posso servirvi della buona birra, ma della buona musica di sicuro. Pertanto perché non distendete un un po' nervi con un bel brano dei Flogging MollySalty Dog tutta per voi!



Matt - Il Locandiere